Categoria: Novità giurisprudenziali

CONTRATTI DI LAVORO A TERMINE. REITERAZIONE ILLEGITTIMA SE PRIVA DI MOTIVAZIONE. DIRITTO AL RISARCIMENTO DEL DANNO.

 Nel comparto della scuola pubblica la scarsa organizzazione di un sistema che garantisca la copertura dei posti del personale docente sfocia nei contratti di lavoro a tempo determinato. Contratti che, secondo la migliore giurisprudenza, sono da considerarsi illegittimi se non sono indicate le ragioni della limitazione temporale. Di conseguenza il danno va risarcito.

CONTRATTI LAVORO A TERMINE SCUOLA. ADEGUAMENTO SCATTI ANZIANITA’ RETRIBUTIVA E MENSILITA’ ESTIVE ANCHE PER PRECARI.

Sono sempre numerose le questioni sollevate davanti ai giudici da parte dei docenti precari che subiscono un trattamento (anche) economico sfavorevole rispetto ai colleghi di ruolo.

Secondo i giudici tale differenza non è legittima e i precari possono ottenere una parificazione della retribuzione con scatti di anzianità e retribuzione piena per i mesi di luglio e agosto se il posto è ricoperto fino al 30 giugno

RIMBORSO IVA SE INSERITO IN DICHIARAZIONE VA IN PRESCRIZIONE DOPO 10 ANNI.

Anche la Commissione Tributaria Provinciale di Agrigento conferma l’orientamento espresso recentemente da diversi giudici secondo cui, dopo che il credito IVA è inserito in dichiarazione, la decadenza biennale non può essere addebitata al creditore, il quale, da tale momento, avrà 10 anni per riscuotere il credito anche con una semplice richiesta con raccomandata a pena di prescrizione e non necessariamente con i modelli (VR) richiesti dall’Agenzia delle Entrate.

IVA AGEVOLATA SULLA PRIMA CASA NON DECADE IL BENEFICIO SE IL MANCATO TRASFERIMENTO E’ INCOLPEVOLE.

La Commissione Tributaria Provinciale di Caltanissetta ha accolto il ricorso presentato da una coppia, che ha impugnato l’avviso emesso dall’Agenzia delle Entrate, la quale aveva dichiarato decaduti i coniugi dal beneficio dell’IVA agevolata al 4%, in quanto non avevano trasferito la propria residenza nell’immobile acquistato entro 18 mesi dall’acquisto.

I coniugi hanno dimostrato che il mancato trasferimento era dipeso da fatti che impedivano di abitare l’immobile e che non avevano alcuna colpa al riguardo.

RENDITA CATASTALE- ATTRIBUZIONE D’UFFICIO-SITUAZIONE DI FATTO-PREVALENZA.

I Giudici della Commissione Tributaria di Agrigento hanno accolto il ricorso di un contribuente che ha impugnato un atto di attribuzione di classe e rendita catastale non rispondente alla reale situazione di fatto.

Secondo i Giudici agrigentini, in presenza di precisi elementi indicati nel modello DOFCA, non è sufficiente il richiamo a codici standardizzati.