Sovraindebitamento: il debitore sopraffatto dai debiti che non riesce più a pagare può ottenere un piano di pagamento ridotto e rateizzato.
La Corte d’Appello di Caltanissetta con una interessante pronuncia in materia di sovraindebitamento ha accolto il reclamo proposto dal debitore avverso la pronuncia di rigetto del Tribunale, omologando il piano di ristrutturazione dei debiti, e ha chiarito come si deve valutare il criterio dell’assenza di colpa grave del debitore nell’assunzione della complessiva esposizione debitoria.
Ed invero, la disciplina del c.d. sovraindebitamento, meglio conosciuta come “Legge anti suicidi” ha lo scopo nobile di aiutare il debitore, sopraffatto dai numerosi debiti, a pagarli secondo le modalità e nelle quantità stabilite dal piano di ristrutturazione dei debiti, impedendogli di compiere in preda alla disperazione scelte avventate.
Tuttavia, affinché possa operare la disciplina in esame è necessario che il debitore non abbia contratto tali debiti con colpa grave, ossia con la consapevolezza di non poter pagare, ovvero che interrompe i pagamenti rateali (ad es. mutuo) senza alcuna valida ragione.
Ed è proprio su questo aspetto che i giudici d’Appello hanno inciso con la pronuncia in commento, chiarendo che il requisito dell’assenza della colpa grave va valutato non in astratto, come aveva operato il giudice di primo grado, ma in concreto, ossia tenuto conto delle ragioni per cui sono sorti i debiti, alla quantità di tempo in cui essi sono stati pagati e dell’evento negativo che ha determinato l’impossibilità di continuare a pagare.
In altre parole, il giudice, nel decidere se omologare o meno il piano, deve indagare tra l’altro sui motivi che hanno spinto il debitore ad assumere i diversi debiti di pagamento e sul perché ha smesso di pagare, valutando se è sopraggiunta una giusta causa, indipendente dalla sua volontà, che non gli ha più consentito di farlo.
Nel caso di specie, i giudici di Appello, esaminando la situazione economico – familiare del ricorrente hanno escluso che potesse configurarsi il requisito della colpa grave ed hanno omologato il piano, consentendo a quest’ultimo di potersi risollevare da una situazione debitoria asfissiante.
È bene precisare l’importanza della pronuncia in commento la quale, dopo numerosi provvedimenti di rigetto, restituisce senso e significato alla normativa di legge, aiutando i debitori, che si trovino senza colpa grave in un’oggettiva difficoltà economica, a rimettersi in sesto con i pagamenti dovuti e ha ricominciare, dopo la fine del piano, la propria vita liberi da pesi e da oneri.
Avv. Giuseppina Butera







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