Il diritto del personale sanitario alla pausa e al buono pasto. Pioggia di risarcimenti a carico delle ASP.

Dopo anni in cui le A.S.P. hanno negato ai lavoratori (sia medici che paramedici) il diritto alla pausa e al buono pasto, i tribunali hanno finalmente accolto le richieste dei lavoratori riconoscendo loro una somma di denaro a titolo di risarcimento danni.

Il giudice, nella pronuncia in commento, ha riconosciuto al lavoratore il diritto alla pausa per ogni turno di lavoro che ecceda le sei ore per recuperare le energie psico-fisiche e per consumare il pasto.

Il giudice ha, inoltre, riconosciuto al lavoratore il diritto a ricevere il buono pasto, precisando che se l’azienda sanitaria non ha proprio interno ha una struttura adibita al servizio mensa, il diritto alla mensa va riconosciuto con modalità sostitutive, ossia erogando ai lavoratori i buoni pasto, il cui valore economico è stabilito dai contratti collettivi.

È stato chiarito che le ASP non possono negare ai lavoratori il diritto ai buoni pasto per ragioni economiche o organizzative. Il diritto al buono pasto è riconosciuto dalla Legge e non può essere limitato o escluso da regolamenti interni delle varie strutture ospedaliere.

L’infermiere, assistito dagli Avvocati dello studio Legale Bruccheri, ha quindi ottenuto il riconoscimento del diritto alla pausa e al buono pasto, nonché una somma di danaro per tutti i buoni pasto non corrisposti negli anni pregressi.

Avv. Giuseppina Butera

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