Anziana signora pienamente capace di intendere e di volere rifiuta la nomina di un amministratore di sostegno. Il Giudice le dà ragione e rigetta il ricorso.

È finito nel nulla il tentativo della figlia di un’anziana signora di nominarle, contro la sua volontà, un amministratore di sostegno per la gestione dei suoi interessi economici.

Ed invero, il Giudice Tutelare del Tribunale nisseno ha respinto le istanze della ricorrente la quale, preoccupata che la madre potesse favorire gli interessi economici dell’altra figlia con la quale coabita a discapito dei propri, aveva richiesto la nomina di un amministratore di sostegno che curasse la gestione del suo patrimonio pur conoscendo l’ottimo stato di salute della madre e la contrarietà alla suddetta nomina.

A fondare la decisone del Giudice è stata l’assoluta carenza probatoria della domanda della ricorrente la quale non ha dimostrato lo stato di infermità ovvero di menomazione fisica o psichica della madre, ma si è limitata a produrre unicamente alcune movimentazioni bancarie indicative, a suo dire, di una incapacità di gestire i suoi interessi.

La ricorrente, invero, come emerge dal decreto di rigetto, ha tentato di utilizzare impropriamente l’istituto dell’amministrazione di sostegno non per tutelare gli interessi di vita e di benessere della madre, ma per dirimere delle controversie familiari insorte con la medesima e con la sorella, vanificando la tutela offerta da tale istituto giuridico.

Ed invero, lo scopo della norma è quello di offrire piena tutela, sebbene in forme meno invadenti, alla persona che, trovandosi in uno stato di incapacità, anche solo temporanea, non sia più in grado di provvedere alla cura propri interessi, intesi in senso ampio come interessi inerenti alla persona e non solo al suo patrimonio.

In altri termini le presunte anomalie nella gestione del patrimonio di una persona, non sono di per sé sufficienti ad ottenere la nomina di un amministratore di sostegno ma occorre provare lo stato di incapacità fisica o psichica di quella persona e la necessità che vengano tutelati tutti i suoi interessi, non solo quelli economici.

Avv. Giuseppina Butera

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