RIFLESSIONI SULLA RECENTE RIFORMA DELLA MAGISTRATURA ONORARIA E SULLA MODIFICA DELLA COMPETENZA.

Cosa significa giustizia che funziona?

Sentenze che stabiliscono che non rispondere ad una lettera raccomandata significa dare prova di ciò che c’è scritto!

Sentenze che stabiliscono che la mediazione obbligatoria non è necessaria!

Sentenze che condannano ad € 137,00 di onorari!

Sentenze affermano che il lavoratore che non viene pagato si è dimesso volontariamente!

Sentenze che, fortunatamente, si affiancano ad altre scritte con convincente scienza giuridica; ma quale garanzia lo Stato ci da che cause di € 50.000,00 non vengano assegnate a giudici inadeguati e improvvisati?

Non si è colta l’occasione, per esempio, di rendere la carriera dei magistrati disciplinata dalla meritocrazia anziché dall’anzianità; si poteva prevedere una verifica annuale dello stato di preparazione di alcuni magistrati a rotazione e a campione prevedendo una regolamentazione dei risultati anziché perdere tempo e denaro in inutili e fuorvianti statistiche.

Con una domanda di giustizia civile in costante calo e una generale depenalizzazione non era certamente necessaria una riforma che sarebbe servita venti anni fa.

Non sarebbe meglio rendere le pene più certe ed evitare così la maggior parte dei reati e delle controversie penali?

Non sarebbe più opportuno prevedere la separazione della carriera e la specializzazione dei magistrati? Che senso ha per un magistrato con un’esperienza decennale nel penale fargli dirigere un’udienza civile con signori avvocati di pluriennale preparazione e competenze che sono di un livello molto più elevato che il giudice fatica a raggiungere?

Quante volte ancora pur di non rischiare una sentenza a sorpresa sarò costretto a dichiarare una causa di valore indeterminabile?

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